Urs Wyss – Retrospettiva

Fino al 16 dicembre 2018 presso gli spazi della 9m2 gallery di Morcote sarà possibile visitare l’esposizione dal titolo “Retrospettiva” dell’artista Urs Wyss.

Urs ci presenta una retrospettiva di tutto il suo lavoro artistico. Partiamo dagli anni in cui i suoi soggetti sono i viaggi, il Marocco soprattutto. Per arrivare fino ai giorni nostri in cui possiamo ammirare le forme geometriche e i colori vivaci. L’artista lavora su tela con tecnica mista.

Urs vive in Canton Ticino da parecchi anni ma solo ultimamente ha potuto tornare a dedicarsi alla pittura, sua grande passione fin dai tempi dell’infanzia.

Domenica 2 dicembre alle ore 15:00 è previsto caffè con l’artista. 

L’esposizione è visitabile su appuntamento. Mentre lo spazio espositivo è visibile 24h/24 7g/7 in Riva dal Garavell a Morcote.

Catalogo disponibile in galleria.

Invito ufficiale Urs Wyss

Presentazione a cura di Walter Ghidini
Urs Wyss è una persona brillante con la quale iniziare una conversazione finisce quasi sempre per essere l’inizio di un viaggio. Egli stesso si definisce “vagabondo” a causa di quell’inesauribile curiosità che da sempre lo accompagna e che lo ha spinto e lo spinge ancora oggi a viaggiare verso mete lontane e culture diverse.
Non si può comprendere a fondo l’arte di Urs Wyss senza aver prima conosciuto la sua vita e le sue tribolazioni. Nato a Basilea, assimila presto la passione per l’esotico (il padre collezionava arte africana) e per l’arte creativa (la madre si dilettava a realizzare sculture in terracotta).
È però nella bottega del pittore Max Kämpf, suo padrino, ch’egli trascorre la maggior parte del proprio tempo libero, giocando con gli animali che l’artista teneva in studio (il pappagallo ed il cane) ed appassionandosi alla pittura. Durante il periodo scolastico matura in lui il conflitto tra la vocazione artistica ormai consolidata ch’egli avrebbe voluto coltivare e la scelta, imposta dai genitori, di seguire invece un percorso formativo completamente differente a garanzia di un tranquillo e redditizio futuro nell’industria chimica. Terminati, non senza contrasti, gli studi di chimica, il giovane Urs sperimenta la propria personale ribellione lasciando il posto di lavoro appena conquistato per imbarcarsi come lavapiatti su una nave mercantile a bordo della quale naviga per quasi due anni fino al Canada, agli Stati Uniti e dal Brasile all’Africa passando per i poli; un’esperienza notevole per i tempi alla fine della quale, sbollito il tempo della sovversione, Urs deciderà di accettare il consiglio dei propri genitori e tornare ad una vita normale “parcheggiando” le velleità artistiche e nomadi. Sporadicamente Urs prova ancora ad usare tela e pennelli ma i ritmi del suo lavoro non gli consentono grandi sperimentazioni e le opere di questo periodo sono andate in gran parte dimenticate oppure distrutte.
In compenso continua a viaggiare per diletto e per mestiere, essendo nel frattempo riuscito a farsi assegnare un incarico lavorativo lontano dalla scrivania. Ma la brace arde sotto le ceneri della quotidianità tant’è che, giunto a conclusione della carriera lavorativa, in Urs esplode di nuovo fiorente la passione per la pittura. Il neo pensionato e la mogli Noris si si concedono subito un giro del mondo e a questo seguono altri viaggi verso mete lontane. È quella boccata di ossigeno che serviva ad Urs per riprendere in mano “gli attrezzi del mestiere” e ricominciare seriamente a dipingere.
Ritrovato l’antico vigore, Urs perfeziona la propria tecnico ed il proprio stile ed in questa “Retrospettiva” ci mostra il frutto del lavoro dei suoi ultimi 10 anni. Colori brillanti e tratto deciso caratterizzano la sua produzione insieme ad una sorprendente voglia di sperimentare. Le sue opere, infatti, al di là dell’esplosione di luce imbevuta di valori cromatici che sembrano vagamente rinviare al filone degli espressionisti, si sviluppa anche a livello delle figure simboliche. Basata sull’incanto ottico e sull’appagamento sensoriale, la pittura di Urs cerca qualcosa che sta al di là del canto delle apparenze.
Egli prova infatti a poggiare la propria arte sullo scandaglio di elementi antropologici e spirituali che vanno al di là dell’effimero, incardinandosi verso quei valori eterni che nascono da un intenso rapporto dell’uomo con la natura. L’artista muove allora in direzione di luoghi incontaminati sotto il profilo culturale, nei quali la civiltà dell’Occidente maturo, spesso responsabile di aver cancellato la religiosità naturale dell’uomo e l’equilibrato arcaico rapporto con il mondo naturale, ha avuto minori possibilità di radicamento.
La pittura di Urs fa lavorare la mente, porta lontano, scatena l’immaginazione portando ad osservare tutto ciò che ci circonda con lo stupore di un occhio primitivo che intravedesse una realtà superiore o, comunque, celata ai più.