Pietro Masotti – La dinamica dei colori

Fino al 18 novembre 2018 presso gli spazi della 9m2 gallery di Morcote sarà possibile visitare l’esposizione dal titolo “La dinamica dei colori” dell’artista Pietro Masotti.

Pietro ci propone due sue collezioni: le fotografie astratte e gli scatti astratti con tema il tango, la milonga ed i ballerini.
Tutte le sue opere sono proposte su tela pittorica ed in copia unica. I colori sono dinamici – da qui il titolo della mostra – le immagini lasciano che il visitatore si perda nei suoi pensieri e nel suo mondo del tutto astratto.

L’evento prevede anche la presentazione in prima ticinese del suo ultimo libro  dal titolo “I colori dell’animo”, che segue i suoi primi due scritti “Appunti di vita” e “Viaggio nei pensieri”. Pensieri, aforismi e fotografie sono i protagonisti assoluti di Pietro.

Sabato 10 novembre dalle ore 16:00  alle ore 18:00 è previsto il caffè con l’artista e il firma copie del suo nuovo libro “I colori dell’animo”.

L’esposizione è visitabile su appuntamento. Mentre lo spazio espositivo è visibile 24h/24 7g/7 in Riva dal Garavell 20 a Morcote.

Invito Pietro Masotti

Biografia Pietro Masotti – a cura di Walter Ghidini
Gran parte di quello che siamo è determinato da ciò che abbiamo vissuto e spesso sono proprio le esperienze più dure a favorire quei cambiamenti che ci consentono di riprogrammare la nostra visione del mondo e di ridare alle cose il giusto valore. Quando i giapponesi riparano oggetti rotti, sono usi valorizzare la zona danneggiata riempiendo le crepe con dell’oro.

Si chiama Kintsugi ed essi sono convinti che è proprio quando qualcosa subisce un danno che inizia ad avere un vissuto e per questo diventa più bello e più forte di prima così da essere in grado di iniziare una nuova vita. Come un coccio giapponese, Pietro Masotti vive oggi quella che lui chiama la sua “terza vita”, quella più matura e consapevole, nella quale si sente finalmente “libero” di vivere il proprio tempo gestendone i ritmi con semplicità d’animo.

Grazie soprattutto a se stesso, egli oggi è una persona nuova, più forte e ispirata che avrebbe molto da insegnare sui significati profondi del “vivere” e del “vivere come” ma che tuttavia mantiene un approccio pacato e gentile verso tutto e tutti.

Quando lo si inizia a conoscere ed a scivolare piacevolmente nella comprensione del suo “fare arte”, tutto avviene con naturalezza ma quello che si scopre dietro il sipario dell’informalità è tutt’altro che banale: è un travolgente trionfo di forti e contrastanti emozioni. Pietro infatti predilige i contrasti ed in particolare quello cromatico tra l’arancione e l’azzurro, colori che, usati nei giusti rapporti quantitativi, danno effetti di solida staticità pur conservando inalterata la propria luminosità ed essenza cromatica.

Questa particolare coppia di complementari rappresenta anche, allo stesso tempo, il punto estremo della polarità caldo-freddo e, in definitiva, il più sonoro tra i contrasti di colore. Anche gli impressionisti si accorsero che l’azzurro freddo e trasparente del cielo e dell’atmosfera, assumendo ovunque il carattere di ombra colorata, entrava in contrasto con le calde tonalità della luce solare.

L’incanto cromatico dei quadri di Monet, Pissarro e Renoir deriva in massima parte dall’artificioso gioco delle modulazioni di freddo e caldo, caratteristiche che ritroviamo salienti anche nella ricerca artistica di Pietro Masotti. L’artista Pietro però dispone in maniera innata di tutte queste consapevolezze giacché egli lavora “a braccio”, lasciandosi guidare dall’istinto che regala alle sue immagini fotografiche e ai suoi scritti, un valore aggiunto, quasi un pezzo d’anima.

E non è un caso se, come afferma lo stesso artista, per arrivare ad essere ciò che sono, le sue opere devono necessariamente partire da immagini la cui tecnica di ripresa è contraria ai canoni classici, immagini che, se lasciate tali, si definirebbero “brutte” ma sulle quali invece l’artista inizia ad eseguire il proprio Kintsugi personale, perpetrando in questo modo la genesi del suo essere e del suo divenire.

Tuttora riservato, Pietro Masotti ha però già collezionato importanti apprezzamenti nel panorama artistico locale e d’oltralpe dove ha già tenuto alcune esposizioni personali e collettive che hanno avuto come tema il Tango argentino.

Nessuno conosce con precisione l’etimologia del termine Tango, ma se la versione più accreditata indica nel latino tangere (toccare) la più probabile, ecco che nelle opere di Pietro si “toccano” veramente con mano l’eleganza e la la passionalità di questa particolare forma d’arte.

Oggi lo ritroviamo spesso, in cerca di nuove ispirazioni, immerso nella natura, nella quale riesce a trovare l’armonia dei colori, delle immagini, dei pensieri e delle emozioni.